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Regina incontrastata per molti anni del segmento delle naked sportive, l’Hornet nel 2007 arriverà completamente nuova, pronta a dar battaglia a suon di vendite contro le concorrenti, sempre più agguerrite e numerose. La Hornet presentata oggi è assolutamente nuova e distante anni luce dal look a cui ci aveva abituato. Nel ’97 era scarna e arrotondata, nel 2003 ha mostrato gli spigoli, nel 2005 si è impreziosita, oggi si mostra bella, cattiva e tecnologica. Sportiva e versatile. Come sempre, anche la prossima Hornet si propone con il carattere di una sportiva, ma con la facilità di utilizzo e la versatilità di una naked. La Honda la definisce stretta parente della nuovissima CBR600RR 2007YM. Maneggevolezza... Alle dettagliate modifiche relative al propulsore sotto il profilo della potenza massima e della ripresa ai medi regimi, i tecnici hanno voluto affiancare un intenso lavoro di sviluppo volto a contenere al massimo il peso per ottimizzarne la maneggevolezza. Un tema sviluppato a tutti i livelli, dal motore (ora più leggero di cinque chili) fino al telaio ed alla ciclistica tutta, esaltando in maniera assolutamente brillante il rapporto peso/potenza. È stata privilegiata anche la maneggevolezza per regalare agli appassionati una guida ancor più naturale. Si deve questo risultato non solo al contenimento ma anche alla differente distribuzione dei pesi, sì da ottenere sempre una reazione istantanea e neutrale ai comandi del pilota. La “centralizzazione della massa” ha qui giocato un ruolo centrale, elevando la nuova Hornet al ruolo di “media” dalla guida più agile e scattante d’Europa. Minacciosa. L’estetica ha subito forse l’aggiornamento più incisivo. Ad un primo sguardo lìimpressione è quella di una “streetfghter” cattiva e spigolosa. Grazie ad un design ispirato all’idea di una… “armatura affilata” il look muscolare ed aggressivo della Hornet si genera dal sottile muso (osservatelo di lato: non ricorda l’ala Honda?) per attraversare le splendide curve del nuovo serbatoio da 19 litri, fino a restringersi verso una delle selle e dei tagli di coda più radicali e leggeri presenti oggi sul mercato. Ha detta del costruttore le “spigolature” e nelle sinuosità, richiamano in un certo qual modo le armature indossate dai cavalieri medievali; il faro anteriore ed il piccolo cupolino ricordano addirittura il classico elmo indossato dai cavalieri, un’immagine resa ben più moderna dalle aggressive linee rastremate inferiori che sembrano scivolare via ad ogni impetuosa accelerazione. Evoluzione degli strumenti… Il nuovo faro con doppia lampada della Hornet propone l’anabbagliante e l’abbagliante uno sopra all’altro, entrambi protetti da lenti in policarbonato che accentuano con forza il senso dinamico del frontale. Dietro al faro e al relativo cupolino che lo circonda, è inserita una sottile strumentazione interamente elettronica, dal look metallico e appuntito, a ricordare quella della CBR1000RR Fireblade. Contagiri centrale dal look “racing”, e display digitale LCD ove sono inseriti valori quali la velocità del veicolo, il doppio trip meter, l’indicatore multisegmento del carburante e l’orologio. Scelte cromatiche… Quattro colorazioni per la nuova Hornet: un nero perlaceo, un caldo giallo perlaceo un blu elettrico e un denso rosso. Tutte tonalità ricche di particolarità e personalità. Iniezione elettronica. Il cuore, come suddetto, ha subito importanti modifiche. Secondo quanto dichiara mamma Honda, deriva direttamente da quello della nuova CBR600RR, ed è tra i più leggeri e compatti 600cc della categoria, contribuendo in modo decisivo a ridurre il peso della moto. Con questo motore la Hornet guadagna l’iniezione elettronica PGM-FI, per una migliore gestione del motore, più potenza ed un’erogazione sempre fluida. L’iniezione opera in collaborazione con convertitore catalitico con sonda lambda, per una riduzione delle emissioni che si attesta ben al di sotto dei severi standard EURO-3, senza incidere minimamente sulle prestazioni della moto. Pungente... Il motore della Hornet 600 condivide con la CBR600RR gran parte dei componenti. La messa a punto però è del tutto diversa, e le modifiche apportate caratterizzano diversamente le prestazioni generali della Hornet, soprattutto con un incremento della potenza e della coppia ai medi regimi, la cui azione è nettamente superiore e più lineare rispetto al modello precedente. Il nuovo propulsore, che è in grado di abbinare una coppia eccellente ai medi regimi per uscire in piena accelerazione dalle curve e raggiungere regimi elevatissimi in “allungo”, consente prestazioni di guida esaltanti e garantisce quelle classiche “prestazioni naked” che hanno sempre fatto della Hornet il riferimento assoluto della categoria. Scarico basso. Uno fra i tanti, inconfondibili marchi distintivi della Hornet fin dall’esordio era costituito dallo scarico posizionato nell’insolita posizione sotto al codone sul lato destro. Sulla versione 2007 questo caratteristico elemento è stato totalmente modificato. Per minimizzare il peso all’estremità del veicolo, la cui massa inerziale ostacola la maneggevolezza, si è quindi allontanato dal codone ogni possibile componente, lasciando così una forma molto più leggera e pulita. L’obiettivo dell’intera operazione consisteva nel centralizzare la massa per rendere più neutrale possibile la moto: si è così optato per il trasferimento completo dello scarico direttamente sotto il motore. Sulla nuova Hornet i collettori dello scarico puntano quindi subito in basso per poi riunirsi nell’angolo frontale del motore, dove un singolo condotto di scarico penetra nell’ampia marmitta d’espansione celata sotto il motore. A quel punto, sul lato destro fuoriesce il vero e proprio condotto di scarico, con il terminale che si inserisce nell’area sottostante e alle spalle del forcellone. Telaio monotrave e cilcisticica aggiornata. Lo chassis rimane nella classica configurazione monotrave, si estende dalla testa dello sterzo fino all’attacco posteriore del motore e al perno del forcellone, raggruppati in un unico rinforzo rettangolare ad ampia sezione. Tuttavia il telaio non è più composto da tubi d’acciaio saldati, ma da una leggerissima e robusta struttura in alluminio pressofuso realizzata con l’esclusiva tecnologia della fusione gravitazionale (GDC). I tre differenti elementi del telaio (parte anteriore, trave dorsale e perno del forcellone) hanno un peso complessivo molto più leggero del precedente. Inoltre, questo nuovo chassis è superiore in tema di robustezza e rigidità, a garanzia di una maggior agilità della moto e di una ancor più rapida risposta nei cambi di direzione. Un altro elemento importante nel look della nuova Hornet è rappresentato dal forcellone in alluminio e con doppia sezione a scatola, che contribuisce alla riduzione delle masse alternate ottimizzando fra l’altro l’equilibrio complessivo dello chassis. Sospensioni sofisticate. Anteriormente, i voluminosi steli color oro anodizzato della forcella rovesciata a cartuccia HMAS da 41 mm esercitano un controllo migliore, assorbendo buche e dislivelli, ma anche offrendo un buon feeling nella guida sportiva. Posteriormente, il monoammortizzatore posizionato tra il forcellone e la parte posteriore del telaio risulta davvero progressivo, garantendo un equilibrio ideale ed il massimo comfort. Nuova versione con CBS-ABS. Per una maggiore sicurezza la nuova Hornet sarà disponibile anche in una versione con il sistema Honda CBS-ABS (Frenata Combinata ed Antibloccaggio). Il Sistema di Frenata Combinata Honda, che collega il pedale del freno posteriore al pistoncino centrale della pinza anteriore destra (a tre pistoncini), per garantire una ripartizione calcolata di frenata sull’anteriore anche quando si usa il solo freno posteriore. Una valvola ritardante posizionata tra la pompa secondaria del freno posteriore e la pinza anteriore garantisce quindi che una leggera azione effettuata dal pilota sul freno posteriore, per esempio in fase di ingresso in curva, non eserciti virtualmente alcun effetto sul freno anteriore. Invece, un’azione energica sul freno posteriore genera un’operatività del freno anteriore appena sufficiente a garantire una ripartizione positiva della forza frenante fra l’anteriore e il posteriore, per un’azione lineare e molto ben controllata.
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