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Honda CBR600RR my 2005

Novità... nascoste

Passano quasi inosservate tutte le novità della nuova Supersport di Casa Honda. Una ciclistica rinnovata, forcella a steli rovesciati, impianto frenante radiale insieme e un look più aggressivo

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Honda CBR600RR my 2005 Honda CBR600RR my 2005
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Honda CBR600RR my 2005

Con il debutto della meravigliosa CBR600RR nel 2003, Casa Honda ha inaugurato una nuova stagione nell'evoluzione delle supersportive di media cilindrata. Nata con l'evidente scopo di riaffermare il dominio Honda nelle competizioni Supersport, la CBR600RR ha conquistato tutti grazie ad una splendida combinazione di prestazioni al top e facilità di guida, grazie alla quale molti giovani piloti hanno potuto provare emozioni da veri campioni.

La nuova generazione della Honda CBR600RR nasce quindi su basi già estremamente solide e punta su un look ancor più aggressivo, con importanti novità sia in tema di design che di qualità costruttiva. La differenza di peso è stata sapientemente dosata al fine di ottenere uno dei migliori rapporti peso/potenza della categoria, ed un perfetto equilibrio delle prestazioni per aggredire efficacemente i tornanti di montagna e contemporaneamente dominare la pista. Infatti, la CBR600RR del 2005 non è soltanto più veloce; è migliorata in tutto.

Per sviluppare la seconda generazione di quella che è da subito diventata la “Regina delle 600cc”, non è stato perseguito l'obiettivo di incrementarne ulteriormente la potenza massima. Tutto il lavoro è stato invece concentrato su come rendere ancor più immediata la già corposa erogazione espressa dal propulsore in tutte le applicazioni possibili - non solo quindi per la pista.

La maggior parte del lavoro relativo al design della nuova Honda CBR600RR è stato concentrato in realtà su un attento riesame della ciclistica e della componentistica tutta. Pur confermando la configurazione base già espressa dal modello precedente, numerosi particolari di telaio e sospensioni sono stati quindi alleggeriti ed ottimizzati, in favore di prestazioni più facilmente raggiungibili. Ogni singola caratteristica che potesse influenzare peso e prestazioni della CBR è pertanto stata attentamente analizzata ed eventualmente modificata: dalla realizzazione della pressofusione fine del telaio sino alle sospensioni e alla carenatura, inclusi anche i singoli componenti elettronici.

Il risultato finale ha quindi permesso una riduzione del peso di ben 6 kg. Considerando peraltro che l'obiettivo finale nel design di una “media” supersportiva è sempre quello della centralizzazione delle masse, appare chiaro il perché la maggior parte della riduzione sia stata concentrata nelle aree più esterne della moto.

Il look della nuova Honda CBR600RR 2005YM deriva strettamente dall’implacabile RC211V. Proprio il cupolino enfatizza in modo ancor più marcato questa rinnovata identificazione. I condotti dinamici d'aspirazione dell'aria si integrano meglio con le taglienti linee della carrozzeria, echeggiando particolari già apprezzati anche sulla micidiale Honda da Superbike - la CBR1000RR Fireblade.

La linea sottile e molto più decisa della carenatura è sottolineata dai nuovi fari “Line Beam”, ridisegnati in favore di un'immagine più incisiva che rivela appieno il carattere felino del mezzo. Queste due unità multi-reflector, di estrema luminosità e di basso profilo, proiettano un’immagine moderna e fedele allo stile “racing” della CBR, emettendo il proprio raggio di luce attraverso una lente chiarissima. Si tratta di fari ultrasottili che, sebbene alti la metà rispetto alla gran parte dei gruppi ottici montati sui modelli odierni, assicurano un'illuminazione della strada assolutamente perfetta.

Il nuovo parafango anteriore si conforma alla forma e alle esigenze dell’innovativa forcella rovesciata mentre il serbatoio, celato da un funzionale rivestimento, presenta una conformazione differente che ha consentito di ridurne il peso.

Il nuovo e più corto codino della CBR è abbinato ad una coppia di fiancatine laterali di colore nero, per un profilo più sottile e leggero che migliora sensibilmente la maneggevolezza della moto - soprattutto nelle condizioni più estreme. Benché a prima vista possa apparire più largo e convesso rispetto al precedente, la nuova struttura risulta in realtà qualche millimetro più stretta.

Inoltre, l’abbinamento questi elementi è più leggero rispetto al singolo particolare che equipaggiava il modello precedente. La nuova serratura centrale (che blocca il sellino posteriore) è situata direttamente dietro la sella del pilota; consente così un più facile accesso ed una ulteriore riduzione di peso. Le feritoie posizionate alle estremità laterali del codino garantiscono una regolare ventilazione nell’area sottosella. Oltretutto, il nuovo rivestimento in resina del terminale sostituisce il sostegno del parafango posteriore e, unitamente agli elementi in alluminio che proteggono l’estremità del silenziatore, si è ottenuto un design più semplice e leggero nel peso complessivo.

Il motore sostanzialmente invariato rispetto al modello precedente, l’innovativo Doppio Sistema Sequenziale d’Iniezione (PGM-DSFI) si compone ancora di due set di iniettori, per ottenere quella perfetta miscelazione che esalta le prestazioni del propulsore in un più ampio “range” d’utilizzo. Con il primo gruppo di iniettori situato all’ingresso delle valvole di aspirazione e un secondo ubicato sul cielo del filtro dell’aria, la CBR realizza un’atomizzazione del carburante così raffinata da enfatizzarne le prestazioni agli alti regimi. L'adozione di un nuovo tipo di iniettori permette ora tempi di reazione più brevi, unitamente ad una piccola, ma importante, riduzione di peso di 64 grammi.

Le altre, dettagliate modifiche apportate al propulsore della nuova CBR600RR sono state tutte volte ad innalzare da una parte ed… addolcire dall’altra la coppia ai medi regimi, in modo da garantire riprese vigorose e conseguenti… sorpassi. Si è così ristretta la sezione mediana (a metà lunghezza) dei condotti d’aspirazione, sì da aumentare l’effetto “Venturi”. Questo semplice, piccolo restringimento ha infatti incrementato efficacemente la velocità dell’aria in aspirazione ed il volume della miscela aria/carburante che giunge nella camera di combustione - quindi, il riempimento dei cilindri nel breve intervallo in cui la valvola di aspirazione rimane aperta.

Un maggior flusso di miscela aria/carburante si traduce all’istante in una ripresa ai bassi regimi ancor più corposa, e quindi in migliori accelerazioni. Insieme ai 5 kg risparmiati a livello ciclistico, quest’incremento dell'erogazione ai medi regimi ha portato ad un innalzamento del (già ottimo) rapporto peso/potenza. Risultato? Accelerazioni più rapide e possibilità di essere “sparati” più velocemente di prima in uscita di curva, oltre al piacere d’avvertire l’istantanea reazione del motore ogni volta che si ruota la manopola del gas…

Si sa che gli attriti interni “rubano” un po' di potenza al motore: per ovviare a questo effetto naturale, il corto mantello dei pistoni ultraleggeri della nuova CBR è ora impregnato di molibdeno, tramite il medesimo processo già utilizzato sulla Fireblade. Rispetto al riporto a basso attrito utilizzato sul modello precedente, la nuova soluzione assicura maggiore libertà di scorrimento al pistone all'interno delle camicie dei cilindri realizzate in composto d'alluminio ceramico PMC (Powdered Metal Composite), garantendo di conseguenza accelerazioni più immediate e rapide.

Le altre modifiche che hanno consentito di contenere il peso comprendono la sostituzione dell’anima del filtro dell'olio, precedentemente realizzata in acciaio inossidabile, con una più leggera versione in nylon e l'alleggerimento di altre componenti – come il pignone. È stato modificato persino il motorino dell'avviamento – ora più robusto.

La riduzione di peso del telaio è stato uno degli obiettivi prioritari nello sviluppo della nuova Honda CBR600RR. I vantaggi della pressofusione fine sono risultati decisivi in questo senso, in quanto hanno consentito la realizzazione di sezioni estruse più sottili laddove l'esposizione alle sollecitazioni è inferiore; parimenti, vi sono ora strutture più ampie dove occorre maggior robustezza. La riduzione totale è stata di 1,5 kg, con effetti prodigiosi sulla maneggevolezza. Anche il nuovo telaietto reggisella in alluminio, con elementi imbullonati, ha contribuito a questo risultato, con un miglioramento di 668 grammi rispetto al modello precedente.

Forse, la novità più appariscente della seconda generazione della Honda CBR600RR è rappresentata dalla bellissima forcella rovesciata da 41 mm. Questo “Stato dell’Arte” a livello ciclistico, oltre a garantire una miglior tenuta di strada abbinata ad una rigidità superiore e ad un'importante riduzione delle masse sospese, offre anche una precisione di guida che solitamente si riscontra solo sulle moto da corsa.
Tuttavia, i passi da gigante nel campo della ciclistica, abbinati all’incessante richiesta del mercato, si sono ben sposati con il desiderio della Honda di equipaggiare la nuova CBR600RR con una nuova, tecnologica forcella rovesciata -  abbinata a due freni a disco con attacco radiale come sulla RC211V e sulla CBR1000RR.

Molto simile nel look e nelle prestazioni alla forcella a cartuccia rovesciata H.M.A.S. che equipaggia la CBR1000RR, la nuova sospensione anteriore (completamente regolabile) esprime le massime prestazioni su questa moto leggera e compatta.

Un altro componente chiave della ciclistica su cui si è intervenuto, alleggerendolo e semplificandolo, è l'impressionante forcellone con Unit Pro-Link. La Honda CBR600RR è stata infatti la prima moto di serie a dotarsi di questo rivoluzionario sistema, che isola completamente il telaio dagli shock e dalle sollecitazioni generati dai sistemi convenzionali. Derivato dalle competizioni (e dalla RCV), questo tipo di configurazione elimina inoltre l'esigenza di ulteriori rinforzi strutturali – e del peso ad essi associato – che sarebbero stati altrimenti necessari per contrastare ogni normale sollecitazione. L'eliminazione di questi elementi di sospensione e telaio è risultata utile anche per scovare lo spazio necessario ad una diversa collocazione del serbatoio, contribuendo in modo assolutamente irrinunciabile alla centralizzazione delle masse ed al superiore controllo della CBR600RR.

Il nuovo forcellone in alluminio composito della CBR integra l'attacco superiore dell'ammortizzatore: è quindi assente ogni unità imbullonata, ed i relativi componenti. Questa integrazione ha così reso possibile la realizzazione di un design ancor più compatto, che facilita la manutenzione del “mono” posteriore, al quale si può accedere (quasi) liberamente.

Ben inserito in questa struttura semplificata, il monoammortizzatore posteriore H.M.A.S. opera agevolmente, garantendo un controllo progressivo ed una sempre precisa maneggevolezza. L’idraulica è completamente regolabile nella compressione e nel ritorno, per prestazioni sempre al top sia in pista che su strada. Il serbatoio del gas è integrato nell’ammortizzatore – ma separato dal corpo principale.

Un'altra differenza rilevante del nuovo forcellone è visibile negli attacchi del perno posteriore. Non più semplicemente saldati alle estremità del forcellone, ma pienamente integrati nello stesso, per una robustezza ben superiore.

Ultima novità i colori della CBR600RR. Si tratta di colorazioni tutte protette contro i graffi da un robusto rivestimento trasparente, forte di una luminosità che esalta le qualità costruttive del veicolo. La versione 2005 sarà disponibile con le livree: Italian Red (con Pearl Heron Blue e Digital Silver Metallic), Black (con Digital Silver Metallic e sottocarena Matte Gunpowder Black Metallic), e Candy Phoenix Blue (con mascherino inferiore Matte Gunpowder Black Metallic).

 
Pubblicato il 09/09/2004
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