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Per il rientro di Laverda nell’olimpo del motociclismo arriva la 1000 SFC all’Eicma di Milano finalmente in versione definitiva e pronta al lancio commerciale. Segna il ritorno di un marchio conosciuto in tutto il mondo per le sue moto ad alte prestazioni, un nome importante legato ai grandi successi ottenuti nelle competizioni del passato. La SFC è figlia della tecnologia del terzo millennio, ma, soprattutto, è figlia della inestinguibile passione per il marchio arancione di un gruppo di uomini che ha contribuito a fare la storia di Laverda. Ingegneri, modellisti, designer, ex “laverdisti” doc hanno lavorato alacremente a questo progetto per far sì che il mito Laverda rinascesse il prima possibile. Molti anni sono passati da quando Francesco Laverda ideò e costruì la prima moto, la 75 cc, pensata nel 1950 per “essere motoleggera affidabile e parca nei consumi”. A cavallo tra gli anni sessanta e settanta, il mito Laverda tocca il suo apice, e lo fa proprio con le 750 SFC, bicilindriche sportive che nella versione competizione conquistano grandi vittorie nelle massacranti gare di endurance. La 750 di allora era una moto velocissima, sportiva, affidabile. Una moto emozionante, per appassionati veri, realizzata in una serie limitata a poche centinaia di esemplari. Oggi, il nome SFC torna sulla carenatura di una nuova moto Laverda, che vuole riproporre, ovviamente in chiave moderna, tutte le caratteristiche della sua progenitrice. Ancora bicilindrica, inconfondibilmente sportiva, tecnicamente avanzatissima. Un prodotto italiano, che con la sua tecnologia e il suo stile inimitabile rappresenta il miglior biglietto da visita per il futuro delle moto “arancioni”. Dedicata a tutti quelli che esigono il massimo delle prestazioni nella guida in pista e su strada: una moto muscolosa, emozionante e rigorosamente monoposto, con un motore potente (ben 141 CV) ed una ciclistica eccezionale. Per veri appassionati e per questo realizzata in soli 549 esemplari numerati ( lo stesso numero della prima SFC) che la rendono esclusiva. Il telaio è in traliccio di tubi d’acciaio ad alta resistenza con piastre in alluminio fresate così come il forcellone. L’ammortizzatore Ohnlins è posizionato lateralmente, la pompa e le pinza freno sono radiali, i cerchi in alluminio forgiato e l’impianto di scarico in titanio con silenziatori curvi. Una sofisticata carenatura integra anche i due condotti dell’airbox, e ripara il pilota dal vento della corsa. Funzionale ma non opprimente. Telaio a traliccio, forcellone, scarico, serbatoio, tutto contribuisce a rendere unico il look di questa eccezionale moto sportiva. Una moto dove a dominare sono i materiali ultraleggeri: alluminio, titanio e carbonio. L’aerodinamica, è stata particolarmente curata per offrire il massimo della protezione al pilota. Il cupolino quindi non è solo elemento di design ma offre un valido riparo anche alle elevatissime velocità di cui è capace la SFC (a velocità massima supera i 280 km/h). Il rastremato codino monoposto snellisce notevolmente la vista posteriore, enfatizzando l’aggressività della moto. A dare un ulteriore tocco d’aggressività e d’eleganza contribuisce il doppio scarico rialzato. I due leggerissimi terminali in titanio hanno una particolare forma a “banana“ e sono montati in modo da essere il più vicino possibile all’asse della moto, per diminuire al massimo l’inerzia nei rapidi cambi di direzione, tipici della guida sportiva. Il bicilindrico a V di 60 gradi è l’anima della SFC: con i suoi 141 cavalli all’albero, la SFC è una delle bicilindriche più potenti sul mercato. Un motore ad altissime prestazioni, dunque, ma caratterizzato da un’erogazione dolce, progressiva e ricca di coppia, che rende meglio sfruttabile da piloti di qualsiasi esperienza l’elevato potenziale della SFC. Il cambio a rapporti ravvicinati consente di sfruttare al massimo le eccezionali prestazioni del bicilindrico Laverda. L’accelerazione è ai vertici della categoria, ma ancora più importante è la progressione con cui la SFC si lancia fuori delle curve. L’impianto frenante anteriore della nuova Laverda rappresenta lo stato dell’arte della tecnologia attuale con le pinze Brembo triple bridge a quattro pastiglie con attacco radiale per offrire il massimo della potenza e della modulabilità e la nuova pompa radiale Brembo PR 18. I dischi anteriori sono flottanti da 320 mm di diametro e sia l’impianto anteriore, sia quello posteriore utilizzano tubazioni in treccia metallica di derivazione aeronautica. In termini di componentistica vanno segnalati l’ammortizzatore di sterzo Öhlins di serie, il cruscotto analogico-digitale con display multifunzione, autodiagnosi dell’iniezione integrata e cronometro con 40 memorie. I cerchi della Laverda 1000 SFC sono realizzati in alluminio e ottenuti per forgiatura, una tecnologia che permette di ricavare delle ruote esenti da difetti e porosità e con delle caratteristiche meccaniche del materiale eccezionali; inoltre, il risparmio di peso è rilevante: circa il 25% in meno per ogni ruota rispetto alle più leggere ruote sul mercato che utilizzano la più tradizionale tecnologia in alluminio fuso. Un solo colore, che richiama e rilancia la storia di questo glorioso marchio. La SFC non poteva che essere realizzata nel classico arancio Laverda il colore che da sempre contraddistingue le moto racing del marchio. L’arancio Laverda si fonde al blu dei cerchi, al nero del carbonio e al grigio del titanio a realizzare un insieme cromatico unico, degno di una moto inconfondibile qual'è la SFC.
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